dal 1999 testimone di un’evoluzione

“Il fatto è che se Good Boy funziona (e funziona) è anche perché il suo protagonista Indy - che si chiama così anche fuori dal set e che è un Nova Scotia Duck Tolling Retriever, più sinteticamente definito Toller - è stato protagonista di una performance che non è solo straordinaria, anche in senso etimologico, ma anche, lasciatemelo dire, commovente. Già, perché Good Boy è un horror, va bene, ma non serve essere dei fulmini di guerra per capire che

Mentre al Lincoln Airport di Chicago i tecnici cercano di sbloccare un aereo incagliatosi dopo un'abbondante nevicata, su una delle poche piste agibili un Boeing parte per Roma. Quando l'aereo è in vista dell'oceano, a terra si scopre che a bordo c'è un dinamitardo. Il comandante Vernon (Dean Martin) cerca prima di disarmare l'uomo e poi di convincerlo a rinunciare al suo proposito. L'isterismo di un passeggero provoca una parziale tragedia: la bomba esplode, ma l'aereo, danneggiato, è ancora in

“Primavera 1999. Un uomo dall’aria persa e affranta si unisce a una rimpatriata di vecchi compagni di scuola. Ecco Yong Ho, nessuno sembra riconoscerlo, sono passati vent’anni e gli amici del liceo ne avevano perso le tracce. «Cosa farò ora che mi hai lasciato? Come vivrò senza di te? Come potrò andare avanti sapendo che mi hai dimenticato? Non può finire così… Ti prego, non andare via! Avevi un segreto?» canta a squarciagola l’uomo prima di dare in escandescenza, salire

“Emmanuel Mouret continua a raccontare, con la leggerezza elegante che lo contraddistingue, le infinite complicazioni della relazione amorosa. Come sempre si ragiona, si ride e ci si commuove intorno ai personaggi che la sua scrittura alleniana, raffinatissima ma mai artificiosa consegna ai corpi degli attori che evidentemente e incondizionatamente ama e guida cercando e trovando profonda sintonia. Alice, Joan e Rebecca sono le tre amiche del titolo, tre donne dalle fisicità e dai caratteri molto diversi ma molto unite: insegnante

Remis è un paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne. I suoi abitanti sono tutti insolitamente felici. Sembra la destinazione perfetta per il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti, tormentato da un passato misterioso. Grazie all’incontro con Michela, la giovane proprietaria della locanda del paese, il professore scopre che dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore

“Perché tornare al mito del «non morto» assetato di sangue? Dopo il Nosferatu di Robert Eggers, ecco il Dracula – L’amore perduto di Luc Besson, a riprova che il personaggio inventato nel 1897 da Bram Stoker mantiene un fascino indubbio (e all’elenco delle recenti riletture andrebbe aggiunto anche quello di Radu Jude, visto a Locarno). Per il regista francese, la spiegazione può essere nella sua componente «romantica», che il titolo (in originale Dracula – A Love Tale, in inglese nonostante

[vc_row][vc_column][vc_column_text] The Ugly Stepsister [/vc_column_text][vc_column_text]Da Mustang un "beauty horror" da non perdere![/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/4"][vc_empty_space height="15px"][vc_single_image image="56655" img_size="large" onclick="link_image"][vc_empty_space height="16px"][/vc_column][vc_column width="3/4"][vc_column_text]Estratto di alcune note della regista Emilie Blichfeldt sulla sua ultima opera prelevate dal pressbook italiano: “La visione complessiva di “beauty horror” in The Ugly Stepsister nasce dal body horror e dalla dottrina misogina secondo cui “la bellezza è dolore”, e prosegue la mia esplorazione della tirannia della bellezza e del suo impatto sulle giovani donne. È un tema per me molto personale, dopo

"Ambientato in un mondo post-apocalittico, il film ha per protagonisti una bambina che conserva gelosamente un misterioso uovo e un uomo, probabilmente un guerriero, che decide di starle accanto. C’è poco altro da dire circa la trama del film. Perché la pellicola è stata pensata per essere un’esperienza visionaria e sonora come, ormai, non se ne fanno più."