dal 1999 testimone di un’evoluzione

Black Bag – Doppio gioco

(Universal)

DATI TECNICI: 16:9/ltbx 2.39:1 – DD 5.1 (ita, ing, spa)

L’incipit della recensione firmata da Giampiero Frasca per Cineforum.it: “L’unione tra la qualità di scrittura di David Koepp e l’incessante esplorazione stilistica di Steven Soderbergh è un connubio che merita sempre un momento di riflessione, a prescindere dal risultato. Black Bag è la terza volta, dopo Kimi e Presence, e il risultato è un’intricata vicenda di tradimenti, dubbi, apparenze e rivelazioni, una sorta di Sesso, bugie e videotape visto 35 anni dopo con le sue naturali evoluzioni, in cui i video sono stati soppiantati dallo spionaggio satellitare per realizzare una spy comedy tesa, complessa ma sempre molto controllata. Che le dinamiche di genere siano state per Soderbergh sinonimo di una carriera diseguale e di lavori non sempre riusciti è un fatto, ma l’intrigo, gli andirivieni tra ciò che sembra e ciò che non è, il pregio di molti dialoghi e la proposta di una metafora visiva soggiacente (e coerente con l’attuale punto di approdo di una filmografia prolifica che non mostra di volersi arrestare) inseriscono di diritto Black Bag tra gli episodi migliori, quasi al pari del folgorante esordio già citato o di Ocean’s Eleven, Traffic e Contagion (a cui aggiungerei anche L’inglese). La storia, che narra di un responsabile informatico dei servizi segreti britannici (Michael Fassbender) che deve indagare su cinque persone, tra cui la moglie (Cate Blanchett), sospettate della violazione di alcuni codici di sicurezza, pur densamente inserita in queste dinamiche, è più che altro l’occasione per declinare tutto in un’ambigua vicenda di rapporti basati sulla menzogna, raccontati con una modalità precisa e conforme al senso dell’intero film.”. Noi ci permettiamo di aggiungere tra i migliori film del regista di Atlanta anche La truffa dei Logan, High Flying Bird, Lasciali parlare e No Sudden Move.

Edizione Universal distribuita da Plaion per la più recente regia di Steven Soderbergh. Il box utilizzato è quello classico nero mentre le grafiche adottate per fascetta e menu sono molto belle e riuscite, menù sempre con l’impostazione “minimal” delle produzioni degli ultimi anni Universal. Stiamo parlando di un film appena uscito nelle sale e girato con tecniche digitali ma il riversamento tecnico è grandioso, senza dubbio si aggiudica il massimo dei voti. L’elegante fotografia del film viene riprodotta fedelmente ed in modo perfetto, convince appieno anche la sezione sonora con tre tracce 5.1 oltre all’inglese descrittivo per i non vedenti. La sezione extra non è corposa ma interessante ed è composta da tre scene eliminate e due filmati di approfondimento (The Company of Talent e Designing) per un totale di 15 minuti. Peccato che i sottotitoli presenti siano solo in lingua inglese… sembra di essere tornati indietro di vent’anni quando le prime edizioni della major americana uscivano proprio in questo modo. Speriamo che il distributore per l’Italia Plaion possa convincerla a rivedere questa scelta decisamente assurda!

VOTO:    3,5   

data pubblicazione: 08/2025