dal 1999 testimone di un’evoluzione

Danny Boyle è conosciuto ai più per aver diretto uno dei film cult - ma anche uno dei più sopravvalutati - degli anni 90, quel Trainspotting che fece parlare per mesi e mesi ma che in fondo non era nulla di speciale o di particolarmente originale, almeno per noi… A distanza di anni si può fare una riflessione sul cinema del regista inglese, un cinema medio, produttivamente ben fatto ma che non ha mai avuto quella scintilla che gli avrebbe

Volere volare, anno 1991, è sicuramente una delle migliori prove - insieme a Ratataplan - da regista di Maurizio Nichetti (qui coadiuvato dall’animatore e disegnatore Guido Manuli) ma è anche uno dei migliori esperimenti di animazione mista che si sia mai realizzata in Italia. Il film è uscito dopo il successo planetario di Chi ha incastrato Roger Rabbit ma la genesi di Volere volare è datata addirittura 1982, almeno per quanto riguarda la prima stesura del soggetto. Questa nuova edizione

Duccio Charini, promessa fiorentina classe 1977, si fece notare fin dalla sua opera prima, “Short Skin - I dolori del giovane Edo”, uscito nelle sale nel 2014. “L’ospite” conferma le sue notevoli doti di narratore e realizza un’opera divertente ma mai banale, uno studio antropologico sui trentenni di oggi facendo centro anche grazie ad un cast in stato di grazia. Recuperatelo assolutamente, dopo averlo visto ci ringrazierete del consiglio, ne siamo certi!

“Maya ha quarant’anni, vive nel Queens e lavora da quindici anni in un grande centro commerciale. È in gamba e piena di intuizioni, ma quando si profila la possibilità di una promozione, le viene preferito un uomo: un manager privo di esperienza sul campo ma con molti titoli di studio

A distanza di ben 37 anni è arrivato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il quinto capitolo della saga dedicata a John Rambo. È una delle saghe più famose della storia del cinema e Sylvester Stallone ha saputo sempre reinventare e modellare il personaggio anche attraverso i cambiamenti storico-politici, soprattutto con il quarto capitolo John Rambo del 2008 e con quest’ultima pellicola, uscita nelle sale americane e italiane nel settembre del 2019. La storia parte dall’Arizona, John Rambo vive

“Puzzle di personalità, destini controversi, veri o finti nel settimo Dolan, che ha per tema la maledizione del successo e non è un caso che l’interprete del divo tv sia Kit Harrington (vedi Trono di spade). La epistolare querelle di lettere che gli scrive un ragazzo, per cui due vite rischiano uno scontro-incontro, arriva in flash back da una intervista del ragazzo ormai adulto, a giochi fatti. Ma proprio la macchinosità del trapianto temporale rende difficile concedersi emotivamente a un

Corea del Sud, 1980. Un cronista occidentale e il tassista che lo accompagna arrivano a Gwangju: qui è in corso una rivolta contro il governo guidata dagli studenti. A spingerli è il bisogno di libertà. Un momento epocale, a cui i due guardano con occhi diversi. Così si è espresso il regista Jang: «Mentirei se dicessi che non ero per nulla stressato nell’avvicinarmi a un evento che ha segnato così a fondo la storia recente della Corea. Mi chiedevo come portare

“Estate 1979. le famiglie Strelzyk e Wetzel vogliono fuggire dalla Germania dell'Est per trovare libertà a Ovest. Le due famiglie hanno elaborato un audace piano per cui, per riuscire nel loro intento, devono attraversare il confine di notte a bordo di una mongolfiera da loro realizzata. Quando le condizioni meteorologiche sembrano essere favorevoli partono, ma prima di giungere a destinazione la mongolfiera ha un incidente. La Stasi trova tracce della tentata fuga e inizia immediatamente un'indagine, costringendo le due famiglie

Quest’opera, diretta dalla regista Lina Wertmuller nel 1975, era già stata pubblicata da Mustang nel 2013. Nelle nuove uscite del dicembre 2019 compare questo titolo, addirittura in doppia versione, DVD e Blu-ray. Leggendo le varie recensioni sul web della inedita edizione ad alta definizione scopriamo che è stato utilizzato il nuovo master da copia restaurata nello stesso anno, la stessa presentata in prima mondiale all’ultimo Festival di Cannes. Ottima notizia, direte voi. Sì e no…

Marcel Carné, in piena fase di cantore delle gioventù ribelli e dopo aver diretto il bellissimo “Peccatori in blue-jeans”, nel 1960 torna a raccontare le vicissitudini del mondo giovanile con questo “Gioventù nuda”, film non così a fuoco come il precedente ma interessante e meritevole di una nuova visione a distanza di anni, anche grazie a questa edizione firmata RHV, visto che il film era ancora inedito per il nostro mercato home-video.