dal 1999 testimone di un’evoluzione

La folgorante e bellissima opera prima del regista siciliano Giuseppe Tornatore è tornata in home-video, fin troppo in sordina, nel novembre del 2016 grazie alla Mustang nelle vesti di produttore e della CG Entertainment in quelli di distributore. Storia potente ispirata a un vero boss di mafia e tratto dal romanzo omonimo scritto dal giornalista del Tg2 negli anni Ottanta Giuseppe Marrazzo, il film appena uscito venne censurato, ebbe tre querele e venne ritirato dalle sale. Uscito per la prima

“Nelle Highlands islandesi, una donna lotta contro il capitalismo. Halla è una semplice direttrice di un coro di paese che nel tempo libero si occupa di sabotare, con arco e frecce, i fili elettrici dell’enorme fabbrica di alluminio appartenente alla Corporation che, a suo parere, sta distruggendo la nazione. Una donna libera (ma ricercata), in guerra contro i potenti, contro lo Stato, contro l’evoluzione cieca e cinica. Un atto di resistenza ambientalista, il suo, che diventa una bomba mediatica. Un

È arrivata in home-video l’ultima prova registica di Asghar Farhadi in questa inedita coproduzione tra Spagna, Francia e Italia che vede protagonisti la coppia (anche nella vita) Penélope Cruz e Javier Bardem. Il regista iraniano quando gira fuori dal suo paese non riesce ad essere incisivo come nelle sue migliori pellicole, una su tutte “Una separazione”, capolavoro assoluto. Qui gioca con il genere thriller psicologico ma alla fine il film non convince fino in fondo con troppi colpi di scena

Il Suspiria di Luca Guadagnino è decisamente un oggetto strano. Non è assolutamente un remake del capolavoro di Dario Argento del 1977 come in molti hanno pensato, ma sicuramente un omaggio, nell’ambientazione e nell’atmosfera generale. Una prima parte angosciante e carica di tensione, una seconda parte che ribalta tutto. Possiamo dire che il regista siciliano spiazza lo spettatore, considerando anche la chiave di lettura politica visto che lo ambienta nella Germania del 1977, con i moti reazionari giovanili, la repressione

Fabrizio Tassi su Cineforum ne parla così: “Lara è nata nel corpo di Victor. Lara è il suo nome “vero”, una promessa di felicità, è la parola (l’identità) che risuona dolcemente nel prologo dolaniano, un sussurro immerso in una luce irreale. Victor, invece, è il passato, lo spettro da cancellare, la parola da non pronunciare, il nome in cui Lara si è trovata imprigionata: uno scherzo della natura. Victor è diventato Lara, tutti lo sanno: il magnifico padre la accompagna nel suo

Senza lasciare traccia è la promettente opera prima di Gianclaudio Cappai, quarantatrenne nato a Cagliari. Dopo i suoi primi cortometraggi si fa notare al pubblico più ricettivo nel 2006 con il coinvolgente cortometraggio “Purché lo senta sepolto”, vincitore di premi in importanti festival italiani. Alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009 porta il suo secondo lavoro, il mediometraggio “So che c’è un uomo” riscontrando anche in questo caso enorme successo in vari festival internazionali. Era logico pensare ad un

E con questo titolo tutto il geniale cinema di Jacques Tati è disponibile in home-video grazie alla RHV in collaborazione con VIGGO e la società che gestisce i diritti di sfruttamento delle sue opere, Les Films de Mon Oncle. A livello storico questo è l’ultimo film che vede protagonista lo stralunato ed impacciato personaggio di Monsieur Hulot, il film è uscito nel 1971 ed è ovviamente da non perdere!

“Il primo dettaglio che questa nuova versione di Il Grinch modifica è la malvagità. Cioè quello fondante. L’essere che ruba il Natale era già arrivato in varie versioni animate in tv (una volta anche in live action con Jim Carrey) e pur essendo una storia per bambini aveva una maniera tutta sua di rappresentarne la meschinità. Che poi è la forza del racconto originale di Dr. Seuss, elaborare una sua versione del maligno per bambini, innocuo eppure concreto. Anche perché,

Il paraguaiano Martinessi si fa notare fin dalla sua opera prima, questo bellissimo “Le ereditiere”, un film che scava a fondo nella vita di Chela grazie ad una macchina da presa sempre vicinissima per raccontare la sua nuova vita ed un’inaspettata libertà. Il regista mette in scena questa piccola storia con uno stile fresco ed innovativo che gli è valso il premio Alfred Bauer per l’innovazione all’ultimo festival di Berlino. Ana Brun, l’attrice che interpreta Chela, si è aggiudicata l’Orso

Marco Ferreri in Italia non è mai stato amato tantissimo. Sì, ora viene ricordato e celebrato, ma mai abbastanza in confronto ai nostri cugini francesi… Speriamo che col tempo la situazione possa migliorare, visti i numerosi capolavori che ha realizzato e che ancora oggi sono da rivedere, riscoprire, analizzare e gustare fino all’ultimo fotogramma! È anche grazie a queste bellissime iniziative che anche i giovani possono avvicinarsi ad un certo cinema italiano, più complesso ma anche più stimolante e quindi