dal 1999 testimone di un’evoluzione

Crepuscolo di Tokyo (2)

(CG)

DATI TECNICI: 16:9/ltbx 1.37:1 – DD 2.0 dm (gia)

È la storia tragica di due sorelle, figlie di un uomo di mezza età (Ryu Chishu) che è stato abbandonato anni prima dalla moglie. La maggiore, sposata con un bevitore manesco, lo ha lasciato; la più giovane è incinta di un giovanotto che rifugge dalle sue responsabilità. La figlia minore incontra una donna che potrebbe essere, ed è, sua madre. Crepuscolo di Tokyo (1957), che intende descrivere il dramma morale della gioventù giapponese, è il più cupo dei film realizzati da Ozu dopo la guerra.

Giampiero Raganelli per Quinlan.it ha così chiuso la sua recensione: “Il disordine urbano, la matassa di cavi, asfalto e acciaio, contrasta, come sempre nell’estetica ozuiana, con gli interni della casa tradizionale giapponese della famiglia Sugiyama, fatti di linee ortogonali e reticoli, di quadri interni come quello del volto di chi si annuncia all’ingresso, ritagliato nella cornice di una finestra quadrata della porta scorrevole all’entrata. Le geometrie visive sono quelle sempre rigorose della composizione dell’immagine del regista. Qui abbiamo un tipico effetto sojikei, due personaggi accostati e visivamente equiparati anche nei loro movimenti. Qui è quello di Shūkichi e Takako al capezzale di Akiko, uniti dalla sofferenza. Simmetrie possono essere anche con altri film. La postura sul muretto sul mare di Akiko e Kenji richiama altri momenti del cinema del Maestro, tra cui la scena dell’anziana coppia in vacanza di Viaggio a Tokyo. Qui però è un mare molto annebbiato e torbido, per il fumo delle ciminiere delle tante navi sullo sfondo. La ragazza ha appena confidato al fidanzato di essere incinta, come si deduce dal discorso successivo visto che anche il momento preciso della rivelazione è omesso in un’altra ellissi. L’aborto, legale in Giappone dal 1948, e la legge antiprostituzione appena varata, come apprende Shūkichi leggendo il giornale: il mondo sta cambiando. È il crepuscolo di una famiglia, di un sistema famigliare, di una società quello raccontato da Ozu nel suo ultimo film in bianco e nero.”.

Quinto titolo della nuova release CG Entertainment dedicata ai grandi film del maestro giapponese Yasujiro Ozu (le recensioni degli altri quattro film che ricordiamo essere “Gallina nel vento”, “Inizio d’estate”, “Il sapore del riso al tè verde” e “Inizio di primavera” li potete trovare nell’apposita sezione).

Come per gli altri titoli siamo di fronte ad un’edizione DVD realizzata partendo da un ottimo e recente master originale restaurato direttamente dalla casa di produzione e distribuzione Shochiku. Il film è datato 1957 ma la qualità video che ci troviamo di fronte è decisamente sbalorditiva! Sembra un film dei giorni nostri: ottimi i valori di stabilità, luminosità, bilanciamento dei grigi e definizione e last out not least con codifica 16:9 per avere la massima risoluzione possibile. Sezione video perfetta. Un po’ meno performante quella del sonoro con l’unica traccia presente valida ma registrata ad un livello troppo basso e a tratti piuttosto disturbata. Unico extra, identico per i cinque titoli della release, il trailer della recente rassegna cinematografica.

VOTO:    4   

data pubblicazione: 02/2026