Ferro 3 – La casa vuota (2)
(CG)
DATI TECNICI: 16:9/ltbx 1.85:1 – DD 5.1 (ita, cor), 2.0 (ita, cor)
Un ragazzo (il cui nome, Tae-suk, non viene mai pronunciato) ha l’abitudine di introdursi nelle case degli altri e viverci come se ne fosse il padrone. In una delle case in cui si introduce conosce Sun-hwa (anche il suo nome rimane ignoto al pubblico), una giovane donna vittima di un marito violento. Quando questi torna sorprende Tae-suk e lo punisce bersagliandolo violentemente con delle palline da golf (colpite con la mazza ferro 3). Il ragazzo fugge in moto con Sun-hwa, e comincia la loro fuga romantica continuando ad abitare abusivamente case altrui.
“Presentato come “film a sorpresa” alla 61ª Mostra di Venezia, come spesso faceva Marco Müller nei suoi festival, Bin-jip segnò la definitiva consacrazione per Kim Ki-duk che ricevette il premio speciale per la regia. Il film ebbe poi una distribuzione italiana con il titolo Ferro 3 – La casa vuota, che mette insieme il titolo internazionale 3-Iron, che indica un tipo di mazza da golf, con il titolo coreano Bin-jip traducibile come “casa vuota”. Il cinema orientale stava diffondendosi in quel momento conquistando platee di appassionati, molti dei quali ironizzavano sull’elemento narrativo già visto in altri film del Sudest asiatico. Si tratta della pratica di inserirsi in case altrui, per motivi diversi dal furto, già vista in Vive l’amour di Tsai Ming-liang e Hong Kong Express di Wong Kar-wai. Kim Ki-duk conosce e riprende queste due opere: il fatto che il suo protagonista accudisca le case altrui, le curi, ne ripari gli oggetti rotti, deriva dal film hongkongese, mentre la scena in cui il ragazzo si masturba deriva dal film taiwanese.” incipit della recensione di Giampiero Raganelli per Quinlan.it
CG Entertainment rende di nuovo disponibile – dopo anni di fuori catalogo – uno dei capolavori del grande regista coreano Kim, ma lo fa utilizzando un master non di recente produzione. Nella mezza delusione troviamo anche qualche lato positivo… La prima edizione Dolmen utilizzava un master video realizzato da copia italiana (quindi con titolo e testi nella nostra lingua) e non era nel corretto formato di 1.85:1 (nell’errato 1.78:1) ma il problema più grave era l’encoding errato, ciò significa visivamente una riproduzione innaturale e non fluida e con scalettatura orizzontale nelle scene più movimentate, il tutto confermato dal fatto che la durata risulti di 1h27’37” ma, visto che la pellicola dura 88’, la durata corretta di riproduzione è quella di 1h24’15” presente in questa nuova edizione. Tutto questo sarebbe già sufficiente per dimenticare l’edizione Dolmen ed inserire in collezione questa nuova prodotta da CG anche se la delusione della mancanza di un nuovo master ottimizzato è decisamente forte. Gli extra reali, quelli video, sono gli stessi quindi il making of (7’), un filmato da Venezia 2004 (3’30”), un’intervista al regista (3’) e il trailer italiano.
VOTO: 3,5
data pubblicazione: 07/2025
