dal 1999 testimone di un’evoluzione

La gazza ladra

(CG)

DATI TECNICI: 16:9/ltbx 1.85:1 – DD 5.1 (ita, orig.), 2.0 (ita, orig.)

“Rigoroso e appassionato cantore del cinema social-politico d’oltralpe, Robert Guédiguian (nato a Marsiglia nel 1953, figlio di padre armeno e di madre tedesca) ha fatto della sua città natale “la forma e il linguaggio del mio cinema”. Oggi inglobato nel gigantesco scalo marsigliese, l’Estaque, un tempo porticciolo circondato dalle fabbriche, reso noto dagli impressionisti e i cubisti, è il set naturale della sua infanzia. Un mondo “strutturato dal movimento operaio”, segnato dalla solidarietà umana e dalla conflittualità sociale che forma la sua coscienza di artista e di militante politico.

Per studiare scienze sociali ed economiche e anche per seguire la donna della sua vita, quell’Ariane Ascaride, già attrice teatrale che di lì a poco diventerà musa e moglie, negli anni 70 si trasferisce a Parigi. Qui conosce il regista René Féret con il quale firma le prime sceneggiature. L’esordio alla regia arriva nel 1980 con Dernier été che riporta agli onori del grande schermo la realtà proletaria del Midi francese. I problemi e le contraddizioni dell’attualità (lavoro, disoccupazione, razzismo, individualismo esasperato…), lo spirito brechtiano, l’epopea operaia, la delusione sul fallimento della sinistra, la sua famiglia di attori e tecnici, “lo scacco delle ideologie” sono al centro della sua poetica. Temi che esplodono già in Rouge midi (1983) e Ki lo sa? (1985). Per auto finanziarsi il regista fonda la AGAT Films & Cie, società che nel corso degli anni produrrà i lavori di autori affermati ed esordienti come Paul Vecchiali, Lucas Belvaux, Sólveig Anspach, Cédric Kahn, Lech Kowalski, Éric Zonca, Pierre Salvadori, Diego Lerman. Del 1991 è Dieu vomit les tièdes, dramma proletario ambientato durante le celebrazioni per i 200 anni della Rivoluzione seguito da L’Argent fait le bonheur (1993), prima collaborazione di una lunga serie con lo sceneggiatore Jean-Louis Milesi e brillante fiaba sociale emblema della doctrine Guédiguian. È così che À la vie, à la mort! (1995) incassa sempre più consensi e gli irriducibili protagonisti che popolano il “Perroquet Bleu” preparano il terreno per la solare favola d’amore Marius et Jeannette (1997), grande successo che apre la sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes.

L’integrazione razziale balza al centro del tragico e lieto Al posto del cuore (1998), mentre l’anarchica riflessione metacinematografica di À l’attaque ! (2000), il duro e sincero La ville est tranquille (2000) e la luminosa e dilaniante commedia sentimentale Marie-Jo e i suoi 2 amori (2002) compongono l’ennesimo, sentito omaggio a Marsiglia, città portuale decadente e contraddittoria che “racchiude in sé tutti i problemi del mondo”. Gli ultimi anni sono quelli dei progetti spiazzanti e avvincenti, che continuano a parlarci del nostro tempo. Le passeggiate al Campo di Marte (2005) è un biopic tratto dal libro di G.M. Benamou che racconta con rigore e lucidità gli ultimi giorni di François Mitterrand; Le Voyage en Arménie (2006) un road movie e viaggio di iniziazione per dubitare su identità, impegno e amori; Lady Jane (2008) un noir aspro in cui vendetta chiama vendetta e la disperazione si fa implacabile. Nel 2009 Guédiguian celebra la Resistenza francese con L’armée du crime, tratto dalla storia vera di Missak Manouchian, poeta armeno e comunista, e dei suoi 22 compagni assassinati dai nazisti nel febbraio del 1944. Con Le nevi del Kilimangiaro (2011) e con Au fil d’Ariane (2014), torna alla sua terra d’origine, Marsiglia, e riunisce al completo la squadra dei suoi attori preferiti per fotografare la contemporaneità e portare in primo piano chi voce non ha. “Per me, uno dei problemi più seri della società odierna è il fatto che non esista più una coscienza di classe. Nel senso che non si può nemmeno più parlare di ‘classe operaia’, è per questo che parlo di ‘povera gente’. Eppure, la coscienza di far parte della ‘povera gente’ non esiste”. Al cinema non resta che raccontare.” Nel 2017 è arrivato il corale La casa sul mare, due anni dopo il tenero Gloria Mundi, nel 2021 lo sperimentale Twist à Bamako. Le ultime due regie sono del 2023 E la festa continua! e nel 2024 questo La gazza ladra. (note biografiche e filmografiche in parte pubblicate da Institut Francais Italia.

Officine UBU e CG Entertainment hanno realizzato un’ottima edizione DVD con packaging trasparente. Il master video è originale e i titoli di testa non sono stati alterati (a parte il titolo, mannaggia…). La resa delle immagini e del sonoro è perfetta grazie ad un riversamento realizzato in modo impeccabile. Sezione extra valida ma con qualche difetto: i due filmati (Backstage e La musica nel film) non sono stati sottotitolati in italiano… per la maggior parte degli appassionati così sono poco fruibili… chiudono la sezione una galleria fotografica e il trailer italiano. Fascetta e menu graficamente molto belli e curati.

VOTO:    3,5   

data pubblicazione: 09/2025