dal 1999 testimone di un’evoluzione

La piccola Amélie

(Lucky Red)

DATI TECNICI: 16:9/ltbx 1.85:1 – DD 5.1 (ita, fra)

“Già dai primi fotogrammi di La piccola Amélie, film luminosissimo (in tal senso, si veda la splendida sequenza con la piccola protagonista che soffia via la foschia, mettendoci di fronte a un tripudio cromatico), la mente corre all’animazione scontornata di Sasha e il Polo Nord di Rémi Chayé. Qui però i colori sono meno netti, il tratto meno preciso, volutamente imperfetto. Stili accostabili, simili, eppure diversi. Una delle peculiarità dell’animazione transalpina degli ultimi trent’anni, dallo spartiacque Kirikù in poi, è la ricerca e sperimentazione grafica, al di là della legge del box office (la varietà estetica e l’autorialità dell’animazione francese era evidente anche prima, ma è dopo il 1998 che il movimento diventa pienamente industriale, una vera e proprio macchina da guerra, mantenendo però una sorprendente caratura artistica). Vallade e Han, sorretti da animatori di livello e da un budget adeguato, trovano i character design adatti per accompagnare la nascita e crescita della piccola Amélie, per caratterizzare anche cromaticamente il suo mondo sognante, questo Giappone da ricordare – un po’ da cartolina, ci torneremo a breve.

Puntuale nella scrittura, limpido, anche giustamente prevedibile – il lutto e la necessità della sua elaborazione sono nell’aria fin da subito, come il lento avvicinamento emotivo alla padrona di casa, con tanto di incontro tra culture. Le sfumature di La piccola Amélie non sono e non devono essere nello sviluppo narrativo, semmai nella caratterizzazione dei personaggi, nella (ri)costruzione dell’universo emotivo, nei dominanti colori. La chiarezza espositiva del film si rispecchia infatti nel suo target, come le linee tonde e morbide del character design: un’immediatezza che è immedesimazione per gli spettatori più giovani, ma anche per gli adulti, con un effetto Madeleine che passa attraverso il tessuto cromatico, l’attitudine e l’altezza della macchina da presa virtuale, le piccole e grandi (ri)scoperte quotidiane.” Estratto della recensione di Enrico Azzano per Quinlan.it

Edizione DVD spettacolare per la qualità tecnica dei comparti video e audio. Per il primo formato cinematografico rispettato e codifica 16:9 e una riproduzione che valorizza la magnificenza dell’animazione e dei disegni, per il secondo due tracce 5.1 ottime, con un’eccellente separazione dei canali ed un uso calibrato sia del canale subwoofer sia di quello centrale destinato ai dialoghi. Peccato che sia presente, come extra, solamente il trailer italiano. Belle le grafiche adottate per i menu.

VOTO:    3,5   

data pubblicazione: 06/2026