L’agente segreto
(CG)
DATI TECNICI: 16:9/ltbx 2.39:1 – DD 5.1 (ita, orig.), 2.0 (ita, orig.)
“Kleber Mendonça Filho dice di aver iniziato a pensare alla sceneggiatura di L’agente segreto durante il montaggio di Retratos fantasmas e che più lavorava a uno, più finiva per trovare l’altro. E in effetti i due film sono molto imparentati l’uno con l’altro, e non soltanto perché il cinema del regista di Recife ha da sempre una struttura autoreferenziale ed è pieno di rimandi interni, quanto perché a ritornare sono i temi che gli sono sempre stati cari: la memoria, gli intrecci tra la storia collettiva e quella personale, e naturalmente il ruolo dell’immagine e del cinema.
Apparentemente, L’agente segreto dovrebbe avere la struttura di una spy story, e così pare quanto meno per tutta la prima parte del film incentrata sul più classico dei McGuffin: il ritrovamento di un oggetto enigmatico fatto per mettere in moto l’azione. In questo caso si tratta di una gamba pelosa rivenuta nel ventre di uno squalo all’Istituto Oceanografico di Recife (scopriremo poi che si tratta di una leggenda metropolitana, o comunque non verremo mai a sapere davvero che storia c’era dietro alla gamba).
Il protagonista Marcelo è un ingegnere che torna a Recife per ricongiungersi con il figlio durante i gironi del carnevale del 1977 (ci saranno quasi cento morti, una cosa che Mendonça Filho ci dice essere normale per quegli anni). In realtà attorno al protagonista, c’è una comunità di “rifugiati”, che si lascia intendere essere un gruppo di militanti comunisti – messi fuorilegge, insieme ai sindacati, durante la ventennale dittatura militare – che agisce in clandestinità sfruttando una fitta rete di solidarietà informale (meravigliosamente rappresentata nel film).” Prima parte della recensione di Pietro Bianchi per Cineforum.it
CG Entertainment in collaborazione con Minerva Pictures realizza una valida edizione ma purtroppo senza contenuti speciali. La qualità del master è buona ma alterata in lingua italiana nelle sequenze dei titoli di testa, dei cartelli e nella prima parte dei titoli di coda. Perché non lasciare il master originale e sfruttare le tracce sottotitoli? Per fortuna la qualità di riproduzione video non ne risente e ci regala comunque una più che buona visione. Ottime anche le due tracce sonore 5.1 con un un punto a favore per quella originale, più ampia e più aperta. Unico extra, il trailer italiano. Uno dei film più importanti dell’anno avrebbe meritato più contenuti speciali…
VOTO: 3,5
data pubblicazione: 09/2026
