dal 1999 testimone di un’evoluzione

L’uovo dell’angelo di Mamoru Oshii

Da Lucky Red in versione restaurata

“Ambientato in un mondo post-apocalittico, il film ha per protagonisti una bambina che conserva gelosamente un misterioso uovo e un uomo, probabilmente un guerriero, che decide di starle accanto. C’è poco altro da dire circa la trama del film. Perché la pellicola è stata pensata per essere un’esperienza visionaria e sonora come, ormai, non se ne fanno più. […] L’uovo dell’angelo fu il primo lavoro in cui Oshii palesò le sue aspirazioni autoriali. Lo aveva già fatto con Lamù: Only You e Lamù: Beautiful Dreamer, in cui aveva ribaltato e dissezionato l’idea (soprattutto commerciale) alla base di un personaggio famoso come quello di Lamù e del suo parco di protagonisti. Ma con L’uovo dell’angelo si spinse oltre: il film è disseminato di simboli soprattutto di derivazione cristiana e ha un’ambientazione gotica di chiara matrice occidentale. Si allontana quindi dalla dimensione nipponica tipica della maggior parte delle produzioni dell’epoca, optando oltretutto per una quasi totale assenza di dialoghi. L’uovo dell’angelo è un’opera monstre assurda e meravigliosa, ispirata all’animazione francese e soprattutto a quella est-europea e di Jan Svankmajer, con il suo inquietante nonsense. Spinge lo spettatore ad abbandonarsi alle atmosfere, portandolo a rinunciare a dare un’interpretazione di ciò che avviene nello svolgimento della trama. […] L’uovo dell’angelo è un pezzo di storia del cinema, oltre che la chiave con cui interpretare l’opera complessa di Mamoru Oshii. Ma è anche la testimonianza di un momento irripetibile in cui fare arte per la bellezza della stessa e non per la finalità del puro guadagno permetteva la genesi di opere impensabili e meravigliose, oggi sempre più rare se non impossibili.” Andrea Fontana, Fumettologica.

Andrea Fontana lo definisce un pezzo di storia del cinema, noi ovviamente concordiamo con lui sul valore dell’opera ma vogliamo ricordare che questo film uscì all’epoca solo in home-video. Il mercato delle videocassette era al suo apice e il Giappone aveva introdotto un nuovo termine, OAV, che sta a significare Original Animation Video, opere che per i giapponesi erano importanti come i film cinematografici. Il primo OAV ufficiale è proprio un’opera di Mamoru Oshii, Dallos, pubblicato nel 1983.
Lucky Red ha scommesso molto su questo evento celebrativo: prima lo ha portato al cinema per la prima volta in versione rimasterizzata 4K realizzata a partire dai materiali originali in 35 mm e ora è disponibile in home video, in collaborazione con Plaion, in due edizioni, una Limited Edition a 2 dischi 4K UHD + Blu-ray e booklet e una in DVD. Ovviamente utilizzando i master originali e restaurati siamo di fronte ad una qualità tecnica sopraffina.

data: 04/03/2026