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Alessandro Angelini e l’aria salata

Un titolo uscito il 5 gennaio da tenere assolutamente sott’occhio è L’ARIA SALATA uno dei film italiani più interessanti e promettenti di questa stagione.

Presentato al Festival del Cinema di Roma, ha già fatto parlare di sè, ottenendo larghi consensi da tutta la critica e vincendo il premio per il miglior attore protagonista assegnato ad un grande Giorgio Colangeli.

Questo mese è proprio Alessandro Angelini lo Special Guest di DVD italy, il
regista e co-sceneggiatore dell’atteso film italiano uscito
nelle nostre sale il 5 gennaio distribuito dalla 01 e che vede nel cast oltre al già menzionato Colangeli anche Giorgio Pasotti e Michela Cescon.

DZ: Alessandro, hai all’attivo quattro documentari e molta esperienza come
aiuto regista (Nanni Moretti, Francesca Comencini e Mimmo Calopresti), hai vinto il Torino Film Festival nel 2000 con il documentario “Ragazzi del Ghana” ed hai ottenuto la menzione speciale dell’UNICEF al RIFF Awards del 2003 con “La flor mas linda de mi querer”.
Che cosa possiamo aggiungere per farti conoscere meglio?

AA: Hai riassunto le tappe fondamentali del mio percorso professionale. Il mio primo lavoro è stato però come fotoreporter freelance, anche se con pochi
risultati…

Come nasce la tua opera prima “L’aria salata”?
Nasce dalla mia esperienza di volontario in carcere, dove ho scoperto che anche la famiglia del detenuto “sconta la condanna”, una condanna affettiva che ricade maggiormente sui figli, privati di una figura di riferimento fondamentale come può essere un padre. Con Angelo Carbone, co-autore della sceneggiatura,
abbiamo lavorato sull’idea di una famiglia “spezzata”. Il nostro punto di partenza, può sembrare strano, è stata un’immagine… la fila di bambini in attesa di entrare in carcere per incontrare i loro padri. La loro felicità in contrasto con la durezza dell’ambiente ci ha fatto riflettere. Su quella sensazione siamo arrivati a “L’aria salata”.

Manca ormai poco al tuo primo vero debutto cinematografico, come stai vivendo questo momento importante della tua carriera?
Con entusiasmo ed un pizzico d’impazienza. La data d’uscita, il 5 gennaio, sembrava così vicina e invece fatica ad arrivare, anche se ormai ci siamo…

Quali sono stati i momenti più difficili durante la lavorazione del film?
Sicuramente la parte finanziaria… mettere insieme le risorse produttive per iniziare il film. Ci sono voluti sei mesi visto che non abbiamo ottenuto il finanziamento per l’art. 8, nè tantomeno l’autorizzazione da parte del Ministero di Grazia e Giustizia per effettuare le riprese in un vero penitenziario. Così abbiamo dovuto riadattare un carcere in disuso, messoci a disposizione dal comune di Pescia. Per fortuna Raicinema e Biancafilm, hanno sempre creduto nel progetto. Anche Giorgio Pasotti, che aveva accettato di interpretare il personaggio di Fabio sulla base di quaranta pagine di trattamento, continuava a ripetermi di aver fiducia, questo mi ha aiutato a rimanere calmo in un periodo molto complicato.

…e quali sono stati invece quelli che ti hanno dato maggiore soddisfazione?
Ogni fase della lavorazione è stata portatrice di soddisfazione ed entusiasmo; penso alla fase di scrittura con Carbone, alle riprese, al montaggio. Forse l’emozione più grande vissuta fin ora è stato il calore del pubblico alla Festa del Cinema di Roma.

Che sensazioni ti ha trasmesso il pubblico durante le varie presentazioni della tua opera?
Sia alla Festa del Cinema di Roma che al London Film Festival, il film è stato accolto con entusiasmo. Il premio a Giorgio Colangeli ricevuto a Roma è di
fatto un premio al lavoro di tutti. Il film ha il merito di arrivare dritto al cuore delle persone… non lo direi se non lo avessi sentito ripetere diverse volte nel dopo proiezione. Anche a Londra il pubblico è stato caloroso. A fine
proiezione c’è stato un lungo dibattito e The Times, l’ha inserito nella lista dei 10 film da vedere.

Come nasce la tua passione per il cinema?
Passa per la fotografia e per il documentario che sono state le mie professioni precedenti, ma anche per i cineclub del periodo universitario, quando riuscivo
a vedere anche tre film al giorno!

Quali generi, quali film, quali artisti ti hanno maggiormente ispirato?
Dovrei fare una lunga lista. Il nuovo cinema tedesco, quello di Fassbinder, Wenders ed Herzog. Ma anche Almodóvar, Ken Loach e Kiarostami. Il cinema americano degli anni ’70. Tra gli italiani, Moretti, Scola e Pasolini. Come vedi si tratta di autori e generi diversi tra loro. Credo che ogni film che mi ha regalato una forte emozione mi abbia spinto verso il cinema e mi abbia
dato il coraggio per raccontare una “mia storia”.

Il cinema italiano: che cosa ti piace e che cosa manca al nostro cinema?
Mi piace che sia ancora in grado di tirare fuori degli autori. Tra i più giovani mi piacciono Matteo Garrone e Crialese, capaci di raccontare storie forti con uno stile personale. Non mi piace quando è troppo autoreferenziale, quando non sa leggere la realtà che abbiamo intorno e quando gli manca il coraggio, ma questo è un discorso lungo che investe tutta la macchina cinema…

Hai collaborato con alcuni tra i registi più importanti della scena odierna: Nanni Moretti, Francesca Comencini, Mimmo Calopresti. Puoi parlarci brevemente della tua esperienza con loro e soprattutto quello che ti hanno insegnato?
Mi considero fortunato ad averli incontrati sulla mia strada. Ciò che ho appreso non è nello stile, ognuno ha il suo ed è bene così ma nel modo di lavorare, in un atteggiamento etico oserei dire. Da loro ho ereditato l’amore e la dedizione completa verso questa professione. La lealtà con la quale si pongono verso la storia che vogliono raccontare. Ho appreso che la sola cosa che paga è il lavoro e che a volte essere giudici di sè stessi richiede un’elevata dose di spietatezza.

La tua personale teca in dvd: che cosa compri e che cosa collezioni?
Sono un discreto collezionista ma anche in questo caso propendo più per il cinema d’autore. Non ho blockbuster sugli scaffali, anzi no… c’è “Truman
Show”. E’ stato un blockbuster?

Tre dvd da consigliare al nostro pubblico.
Tre film forse poco noti ma che sono tra i miei favoriti:
“Exils” di Tony Gatlif, “I lunedì al sole” di Fernando de Aranoa e “Arizona Dream” di Kusturica.
Nei primi due casi c’è la possibilità di scoprire due nuovi autori, nel terzo caso la possibilità di sognare con la magia di Kusturica e Goran Bregovic e con la bravura di Johnny Depp e Jerry Lewis.

Un film in dvd che desideri ma che non è ancora uscito.
“Il tempo dei gitani” di Kusturica. Se per caso è uscito e sapete dove trovarlo fatemi sapere!!!

Che cosa non ti piace del mercato dvd in Italia?
Da vorace consumatore mi faccio poche domande, anche se a volte mi è capitato di comprare un dvd a prezzo pieno e poi di trovarlo a 9.90 euro nel negozio accanto. Non dovrebbe esserci una regolamentazione?

Parlaci dei tuoi progetti futuri.
Seguire l’uscita de “L’aria salata” e poi scrivere un nuovo film, sempre assieme ad Angelo Carbone. Stiamo lavorando su una serie di suggestioni, chissà che non diventino una nuova storia!

C’è un film che vorresti realizzare a tutti i costi?
Al momento no. Credo che questa esigenza nasca verso la fine della carriera, quando si cerca il film della vita, quello che riassume tutta l’opera. Io sono solo agli inizi, magari tra un bel pò di anni…

Con quale attore/attrice ti piacerebbe lavorare in futuro?
Uno su tutti, Javier Bardem. Straordinario in ogni sua interpretazione, uno dei pochi attori capace di cambiare anche fisicamente per interpretare un
personaggio.

Grazie Alessandro ed in bocca al lupo per la tua opera!
Crepi… Grazie a te Davide ed a tutta DVD italy, staff e lettori!

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data: 21/12/2006