dal 1999 testimone di un’evoluzione

Terra in trance

(Rarovideo)

DATI TECNICI: “L’arte è dura come l’amore e non è solo talento, ma soprattutto coraggio”.

Glauber Rocha è un nome, seppur poco conosciuto alle masse, che ha significato molto per l’evoluzione della settima arte. Grazie a questo cofanetto che Rarovideo ha da poco immesso sul mercato, composto da quattro lungometraggi: “Barravento”, “Il dio nero e il diavolo biondo”, “Terra in trance” e “Antonio Das Mortes”, possiamo scoprire uno dei fondatori del “Cinema Nôvo” brasiliano che grazie a queste opere ha influenzato il cinema di tutto il mondo e soprattutto grandi registi come Werner Herzog, Martin Scorsese, Bernardo Bertolucci e Jonathan Demme. Così come per i grandi registi francesi, conosciuti prima come critici dei Cahiers du Cinema, anche la carriera cinematografica e cinefila di Rocha è nata proprio come la loro; fin da giovanissimo scriveva su “O Momento” ed è da lì che prese vita una pagina memorabile del cinema mondiale, sospeso tra realismo documentaristico, dramma nazionale e atmosfere mistiche e surreali. “Ne “Il dio nero e il diavolo biondo” percorriamo il sertaô, quel Nordest brasiliano poverissimo e disperato, attraverso l’incontro dei protagonisti con due delle sue anime più nere, un santone fanatico e un violentissimo bandito. In “Antonio Das Mortes” sembra ancora di stare in un Sergio Leone disegnato da Diego Rivera, a differenza di “Terra in trance”, bianco e nero che è profondamente più rigoroso e politico, ma altrettanto espressionista e rutilante. Qui dove non arriva il colore, ci pensa la musica, il rumore, l’enfasi attoriale, perché quello di Glauber è un cinema totale, che attacca tutti i sensi umani e ti prende al cervello e allo stomaco. Senza mezze misure. A chiudere il poker il secondo film di questo genio, quello che prese in corsa e trasformò, diventando consapevole della sua arte, “Barravento”, del 1961. Qui prenderà coscienza politica e creativa dei suoi mezzi e dei suoi talenti, qui troveremo per la prima volta il suo impeto visionario e poetico. Qui capiamo che siamo di fronte a un punto di non ritorno. Per il cinema brasiliano e mondiale.”

Boris Sollazzo dal libretto interno.

Il cofanetto si presenta in maniera impeccabile: box trasparente che comprende i 4 dischi (notare la finezza grafica di ogni disco con un colore diverso) ed un bellissimo libretto ad opera del giornalista e critico Boris Sollazzo contenente una miniera di documenti storici e curiosità decisamente da brividi! Nel fronte della fascetta notiamo una dicitura “Collection Vol. 1” il che significa molto probabilmente che Rarovideo sta preparando anche un secondo cofanetto con altre opere del regista.

ltbx 1.66:1 – DD 1.0 (por)

Terzo disco e terzo lungometraggio del regista brasiliano, uscito nel 1967. Come per gli altri titoli del cofanetto anche qui master video originale, in formato 1.66:1, peccato per la mancanza della codifica anamorfica 16:9. In teoria dovremmo essere liberi di zoomare il quadro seppur perdendo un po’ di definizione, ma – dettaglio non da trascurare – i sottotitoli sono stati posizionati troppo in basso e quindi usando lo zoom vengono tagliati; in definitiva non è possibile ingrandire le immagini e la visione su tv in 16:9 ne risente un poco. La qualità video però è molto buona, tutti validi i valori tecnici di base e ottima e ben ripulita anche la traccia sonora originale. Anche qui nessun contenuto speciale.

VOTO:    3   

data pubblicazione: 02/2015