dal 1999 testimone di un’evoluzione

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Cronache dalla sala – Watchmen

Il (super)potere logora… lo spettatore.

Gli Watchmen, super eroi in pensione, si rimettono insieme per salvarsi dall’oscura minaccia di chi vuole eliminarli, riusciranno nell’impervia impresa di salvare la pelle e di tenere vivo l’interesse dello spettatore?

In questi ultimi anni va fin troppo di moda la trasposizione al cinema delle “Graphic Novel”, il fumetto d’autore riveduto per il grande schermo. Passata l’era Marvel, ora l’industria cinematografica guarda con interesse ai disegnatori/autori cult come Frank Miller ed Allan Moore.

Azione inverosimile, montaggio ipnotico e “badilate” di computer grafica, sono gli ingredienti necessari per farcire la ricetta del moderno CineComics, un genere fanta-visionario di cui forse non si sentiva la mancanza.

E così dopo il grande successo commerciale di “300”, tratto da un’opera a fumetti disegnata da Frank Miller, il regista Zack Snyder ci riprova con “Watchmen”, una famosa Graphic Novel di Allan Moore. L’impresa produttiva per quest’opera, definita come il “quarto potere” dei CineComics, è titanica. Snyder punta in alto creando un film labirintico, ma prolisso dove l’estremo e scrupoloso rigore filologico fanno da contraltare ad un’opera pedante e pretestuosa.

I supereroi con super problemi ideati da Allan Moore staranno bene sulla carta, ma sul grande schermo diventano snervanti e insostenibili. Watchmen è noia allo stato puro, i personaggi girano a vuoto dentro schemi scontati e la storia che dura circa 2 ore e 40 si perde in un mare di spocchiosi esistenzialismi che cercano (invano) di ergere il tutto a capolavoro assoluto.

La passione si sente, ma non è sufficiente a colmare tutti i vuoti di un interminabile racconto che osa troppo per il suo effettivo valore. Vedendo “Watchmen” e il lavoro di Snyder ci ritorna alla mente quello stesso delirio di onnipotenza che per un certo periodo pervase Bryan Singer all’indomani del successo ottenuto con gli X-Men.

Forse sarebbe il caso di cominciare a rivedere l’estrema faciloneria con cui il cinema si confronta col fumetto.

data: 09/03/2009