dal 1999 testimone di un’evoluzione

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Televisori 3D

C’è fuffa… nell’aria.

Il grande rinnovamento è iniziato, finalmente (per chi l’aspettava) la terza dimensione diventa una realtà da parcheggiare in salotto, i primi televisori 3D sono un nuovo brand già presente negli scaffali degli store, è l’inizio di una nuova generazione o l’ennesima scontata mossa di un sistema consumistico desideroso di far desiderare?

Se parliamo di “elettronica di consumo” la recente storia ci insegna che la voglia di introiti da parte dei grandi marchi della tecnologia è tale che spesso questi ultimi finiscono per fare i cosiddetti passi più lunghi della gamba. In questi ultimi dieci anni abbiamo assistito all’esasperata messa in scena di rivoluzioni tecnologiche che spesso e volentieri hanno finito per scontrarsi contro gli scogli della perplessità e dell’indifferenza. L’evoluzione della specie in campo tecnologico non segue ormai da tempo vere e proprie logiche, è piuttosto un caos di novità di difficile comprensione anche da parte dei consumer più incalliti.

Il 3D che da poco ha iniziato la sua gloriosa discesa in campo sembra essere un ottimo esempio per spiegare come spesso la tecnologia, usando una metafora, proponga aerei ultratecnologici laddove non esistono ancora piste di atterraggio. L’evoluzione del televisore in questi ultimi dieci anni ha visto sfornare rinnovamenti continui di pannelli, di formati, di elementi e di tecniche, in un paese – l’Italia – dove il segnale televisivo è più o meno lo stesso di 50 anni fa.

Il segnale HD (High Definition), requisito minino per apprezzare la qualità dei televisori moderni, per ora è una prerogativa (a pagamento) dei canali satellitari Sky. Il digitale terrestre che sta lentamente prendendo il posto del vecchio segnale analogico ancora non sarà pronto per la vera alta definizione eppure i televisori in commercio, superata la barriera qualitativa dell’HD con il FULL-HD e quella del LCD con la tecnologia LED, propongono già una nuova mutazione chiamata 3D.

Tralasciando la vena polemica, proviamo ad analizzare le caratteristiche più importanti di questo nuovo brand. Il principio grazie al quale riusciamo a vedere il 3D al cinema si chiama “stereoscopia”: due immagini sovrapposte che, grazie all’occhiale polarizzato, vengono unificate, creando un effetto di profondità. Per cercare di replicare una cosa simile dal proprio divano di casa è necessario usufruire di uno schermo da almeno 50 pollici in su.
Per vedere due immagini che siano differenziate è necessario che lo schermo del TV sia in grado di raddoppiare la frequenza dei frame, alternandoli per l’occhio destro e per quello sinistro e unificandoli grazie agli occhialini appositamente sincronizzati col TV attraverso un raggio a infrarossi che crea una sorta di clock, ovvero di tempo alternato che, senza che ce ne accorgiamo, impedisce di far vedere ad un occhio il fotogramma che non è destinato a lui.

Per l’uscita di questi nuovi televisori i produttori hanno scelto di non forzare eccessivamente i prezzi, per i modelli base si parte da 2500/3000 euro, il nuovo TV 3D è ovviamente anche un ottimo televisore FULL-HD e quindi può essere usato per la visione di qualsiasi altra cosa.

A questo punto tanto per complicare un po’ le cose nasce già una prima differenziazione di prodotto; troveremo due tipi di televisore sul mercato, il TV 3D ed il TV 3D READY, il primo ha già l’emettitore infrarossi integrato e almeno un paio di occhiali ed è quindi già pronto per l’uso, il secondo ha la predisposizione di gestire questa nuova funzione ma richiede l’acquisto di un kit aggiuntivo (un’ennesima nuova scatola) per essere pienamente compatibile. Come se non bastasse oltre alla TV abbiamo bisogno di un nuovo lettore di dischi Blu-ray 3D, un sorta di lettore migliorato per gestire le nuove funzionalità in termini di meccanica e firmware.

Tra le varie perplessità spicca l’esagerato costo degli occhialini a matrice attiva che si aggirano intorno ai 100 euro al paio e la cosa ancora più incredibile è che questi occhialini non saranno sempre compatibili con televisori di marche diverse. Per ora i principali produttori impegnati in questa nuova avventura sono Samsung, Sony, Panasonic e LG, che potranno utilizzare sia la tecnologia al Plasma che quella LCD. Come avevamo anticipato un po’ all’inizio il vero grande limite di questa nuova avanguardia è la scarsissima disponibilità di contenuti adeguati. In una realtà che non ha ancora assorbito e compreso la tecnologia del Blu-ray, siamo già a parlare di Blu-ray 3D senza sapere ancora nulla delle effettive performance di questi nuovi supporti, di come verranno distribuiti e sviluppati ma soprattutto dei loro prezzi.

Nel frattempo, giusto per buttare altra carne al fuoco, si parla già di un immediato futuro dove le reti trasmetteranno programmi e film in 3 dimensioni, addirittura già dai prossimi mondiali di calcio. Al di là dei tanti proclami la sensazione è quella di trovarsi di fronte all’ennesimo specchietto per le allodole gonfiato di tanta chiacchiera e sensazionalismo che cerca di portare più soldi alle casse che logica nelle cose.
Ormai con il buon riscontro che ha ottenuto al cinema, il 3D sembra essere diventato l’olio prodigioso, il marchio di garanzia per guarire tutti i mali di un’industria con poche idee e confuse.

data: 08/05/2010