dal 1999 testimone di un’evoluzione

Un altro film di Claude Chabrol, un altro DVD da master restaurato di CG Entertainment e Rarovideo. Prosegue quindi la collana dedicata al maestro del thriller francese, collana meravigliosa che mette a disposizione i recenti master restaurati. In quest’occasione stiamo parlando del film che il regista francese ha realizzato nel 1997, vincendo il Premio Lumière come miglior attore (Michel Serrault) e la Concha de Oro al Festival Internazionale del cinema di San Sebastián.

Nella Gallura di metà 800 una sanguinosa faida tra le famiglie Vasa e Mamia causò la morte di oltre 70 persone. Bastiano Tansu, personaggio realmente esistito, è il protagonista di questa storia. Sordomuto dalla nascita e per questo da sempre maltrattato ed emarginato, mette la sua furia e la sua mira prodigiosa al servizio dei Vasa diventando l’assassino più temuto dell’intera isola.

“Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival nella sezione Midnight, il nuovo film di James Ashcroft approda alla trentanovesima edizione del Torino Film Festival come titolo d’apertura della sezione Le stanze di Rol, curata da Pier Maria Bocchi e focalizzata sul cinema di genere, tra horror, bizzarro e stranezze autoriali. Il film di Ashcroft comincia con un tramonto rosso sangue e una presenza oscura sulla cima di una collina. Il presagio di morte è fin troppo

“Sceneggiato dal regista con Bruno Di Geronimo e Ottavio Jemma, il film più estremo di Lattuada, il più rischioso e oltranzista nella rappresentazione dell’erotismo e quello che maggiormente si discosta dai canoni della commedia all’italiana”. Estratto dalla scheda del Dizionario dei Film 2021 di Paolo Mereghetti edito da Baldini+Castoldi. Se volete approfondire la carriera e la poetica cinematografica vi consigliamo il libro “Il cinema e i film” di Adriano Aprà, pubblicato da Marsilio nel 2009.

“Una rimpatriata di vecchi amici, una villa in decadenza, sostanze stupefacenti e alcool a profusione. Un’abbuffata per passare una serata dimenticandosi di tutto. Una di quelle notti che potrebbe essere senza fine.”

Nima Nourizadeh, nel 2012, era considerato un giovane e promettente regista britannico (di origini iraniane) autore dell’instant cult movie che risponde al nome di Project X (fidatevi, è un piccolo capolavoro). Nato come regista di video musicali, ha collaborato con artisti di un certo calibro, ha diretto anche alcuni spot pubblicitari e dopo il suo film di debutto, tre anni dopo realizza questo American Ultra, un film meno riuscito del precedente ma assolutamente da vedere… e rivedere! La coppia Eisenberg/Stewart

“Dopo il disastroso e stucchevole Il tuo ultimo sguardo, in concorso a Cannes nel 2016, l’unico rimasto a credere nelle qualità di Sean Penn come regista è rimasto probabilmente Thierry Fremaux, il delegato generale del festival, che ha voluto anche questo nuovo Flag Day nella selezione ufficiale, infliggendoci un nuovo sacrificio, del tutto pleonastico. Nonostante i notevoli Tre giorni per la verità e La promessa, entrambi interpretati da un monumentale Jack Nicholson, negli ultimi vent’anni Penn non ha indovinato più

“I don’t necessarily think of myself as a cultural or social critic really, but it’s more about the personal aspect of it. I’m looking at the people who are involved in this.”

Bisogna ammettere che la filmografia di Park Chan-wook è imprevedibile e spiazzante. Inutile ricordare il suo capolavoro, anzi i suoi capolavori visto che è una trilogia, conosciuta come quella “della vendetta” composta da Mr. Vendetta, Oldboy e Lady Vendetta. Questo film, in Italia circola anche con il titolo tradotto “Sono un cyborg, ma va bene”, arriva proprio subito dopo il capitolo conclusivo della trilogia, nel 2006, ed è lampante il bisogno del regista coreano di allontanarsi il più possibile da

Continua l’abitudine del cinema italiano di intitolare i propri film con pezzi famosi della musica nostrana… questa volta è Edoardo Leo che cita il bellissimo pezzo di Niccolò Fabi. L’attore romano in questi anni ha realizzato anche diverse regie: Diciotto anni dopo (2010), Buongiorno papà (2013), Noi e la Giulia (2015), Che vuoi che sia (2016), il documentario Luigi Proietti detto Gigi (2021) e quest’anno è arrivato questo suo ultimo lavoro, film interpretato da lui stesso e Marta Nieto con