dal 1999 testimone di un’evoluzione

Il gelido inverno della distribuzione cinematografica sembra coincidere con i primi tepori della primavera, da oltre un mese si alternano sui nostri schermi “titolucci” senza sostanza e senza futuro. Futili commediole, horror in naftalina, thriller di terza fascia e balorde “italianate” fanno da cornice al ritratto di un cinema scialbo e dal fiato corto. E'

Il 2010 del cinemino italiano prosegue senza sosta, dopo Veronesi e Ozpetek ancora presenti in sala con i rispettivi “Genitori e figli” e “Mine vaganti” ecco sbucare all’improvviso il turista per caso Nicolas Vaporidis al volante di una carretta scassata ma molto trendy. Il bel Nicolas insieme ad un’allegra brigata di compagni di viaggio, gira

Il 3D al cinema si sa, è stato da subito un elemento di rilancio più di tipo economico che creativo, l’industria del cinema in crisi di idee e di vere novità cercava da tempo un ingrediente speciale per condire una minestra sempre più insapore.Passata l’era dei formati cinematografici, degli effetti surround e di quelli digitali

C'è un interessante videogioco di ultima generazione chiamato "Heavy Rain", ispirato per gran parte alle piovose e allucinanti atmosfere di "Seven", è una sorta di film interattivo dove una trama dagli sviluppi incerti assume risvolti diversi e a volte sorprendenti a seconda delle scelte che facciamo fare al nostro personaggio guida.

Ma chi sono quegli strani personaggi intrisi di angoscia che si aggirano sul grande schermo per quasi due ore e mezza? Che cosa vogliono raccontare e perché i loro visi e i loro stati d'animo sono un continuo vorticare di pene e di affanni? Se il mondo fosse un film di Gabriele Muccino la vita

Non c'è che dire, James Cameron questa volta l'ha fatta grossa. Finalmente un grande kolossal, uno di quelli veri che ti fanno dimenticare le saghe degli "Harry Potter", dei "Transformer", dei "Twilight" e dei "Matrix". Con "Avatar" si ritorna un po' ai vecchi tempi quando uscivano film come "Balla coi lupi", "Titanic", "Spiderman" o la

Se in Italia Carlo Verdone è uno dei più popolari punti di riferimento, la situazione del nostro cinema comincia ad essere preoccupante. Nell’ultimo film (pressoché identico a tutti gli altri), “Io, loro e Lara”, dell'attore/regista capitolino, si salva poco o nulla a cominciare dalla storia, dalla pochezza delle battute e dalla solita scarsa capacità di

Quanto è dura per l'Italia degli italiani adattarsi ai cambiamenti tecnologici, comprenderne il senso e provare a capirne l'importanza

La simbolica statuetta come miglior attore di questo Natale 2009 è da attribuire senza riserve all'ottimo Robert Downey jr. che da solo tiene in piedi un blockbuster nella media come “Sherlock Holmes” e dove, per oltre due ore, "gigioneggia" senza mai stancare. In una pellicola natalizia un po' lunga ma nell'insieme godevole, il detective inglese